La rabbia che va via.

La testimonianza di Cherif S. paziente del Centro Clinico Integrato Transculturale di GRT

Quando sei arrivato in Italia e quanti anni avevi?
Sono arrivato in Italia nel 2016. Adesso sono circa dieci anni che sono qui. Ne avevo 17.

Che cosa ricordi dei primi giorni o delle prime settimane in cui sei arrivato in Italia?
Il primo giorno che sono arrivato in Italia lo ricordo molto bene. Mi ricordo che ero a Taranto, ero molto felice di essere arrivato. Sentivo sempre parlare di Europa, Europa, Italia, Italia… ma non avevo mai visto l’Europa. Quando sono arrivato e l’ho vista con i miei occhi ero contento. È stato un giorno con emozioni forti.

Ti ricordi qualcosa che hai notato nelle prime settimane? Qualche incontro, qualcosa che ti ha colpito, che era diverso da prima?
Sì. Quando sono arrivato a Milano ho avuto all’inizio un po’ di paura. Ho visto tante persone, anche miei paesani, con problemi di testa, che dormivano fuori per strada. Non capivo perché, e questa cosa mi ha spaventato un po’.

E invece come sei venuto a conoscenza del GRT? Come hai fatto a conoscerlo?
Sono stato spostato da un posto all’altro e alla fine mi hanno consigliato di venire qui al GRT dal posto dove vivevo. Quando vi ho conosciuto, le cose hanno iniziato ad andare meglio. Prima avevo un po’ di difficoltà, soprattutto nella mia testa.

All’inizio del percorso qui, quali erano le tue difficoltà o le tue paure?
Quando sono arrivato avevo tante difficoltà. Ero in difficoltà, avevo tanti pensieri, ero spesso nervoso e avevo paura. Però, conoscendovi e iniziando il percorso qui, piano piano è andata meglio.

Secondo te, perché in quel periodo ti arrabbiavi spesso e facevi fatica a controllarti? Che pensieri avevi?
Pensavo molto alla mia famiglia. Io ero qui e la mia famiglia era lì. Se avevano difficoltà, io non potevo fare molto. Mia moglie viveva con sua madre e sua madre insisteva sempre con lei di chiedere a me, suo marito, di mandare soldi. Lei soffriva per questo, ma non poteva fare altro. Poi, con il tempo, sono riuscito a costruire una casa per la mia famiglia con i risparmi che ho messo da parte lavorando qui, però non avevo più niente per me.
In Italia non è facile: se sei qui non hai sempre soldi in tasca. Devi prima trovare lavoro, e non è facile, e lavorare per guadagnare. Se non lavori, non hai niente. Tutti questi pensieri su mia moglie e su mio figlio mi facevano arrabbiare. Però quando ho trovato delle soluzioni, grazie al percorso che ho fatto qui al GRT, questa rabbia piano piano è andata via.
Adesso non ho più paura. Cerco sempre di avere pensieri positivi.

Durante questo percorso c’è qualcosa di importante che senti di aver imparato su di te?
Sì. Ho capito che il mio modo di pensare è molto importante. Ho capito che devo guardare avanti. Quello che è passato è passato, non devo pensarci jordan luka 3 colorways release dates air jordan 30 quai 54 cosmos 863586 010 sempre.

Secondo te la rabbia era legata anche al viaggio che hai fatto?
Sì, anche il viaggio ha messo tanta rabbia dentro di me. Per questo dico grazie alla psicologa del GRT che mi ha seguito. Se non l’avessi incontrata forse sarei finito in galera. Mi ha dato consigli molto forti e importanti. Nel viaggio mi sono successe tante cose brutte che riempivano i miei pensieri; da quando sono riuscito a raccontarle alla psicologa e lei mi ha ascoltato, non occupano più la mia testa. Un giorno ho anche consigliato ad un amico di venire qui, perché gli ho detto che qui una psicologa mi ha aiutato e mi ha dato la forza. Prima, se vedevo due persone ridere, pensavo che stessero parlando male di me. Mi arrabbiavo subito. Adesso quella rabbia non so dove sia andata. Ho proprio trovato una nuova vita, lo dico davvero. Grazie.

Parliamo del certificato di pizzaiolo. Hai una lunga esperienza: come hai fatto a ottenerlo e quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Questo certificato è molto importante per me. Avevo già esperienza in pizzeria. All’inizio facevo l’impasto, poi mi hanno fatto un nuovo contratto come pizzaiolo. Ho lavorato in diverse pizzerie, anche molto conosciute. Quest’estate sono andato a trovare la mia famiglia in Senegal; ero già tornato altri anni da quando sono qui. Tornato in Italia ho fatto il corso, ho ottenuto il certificato e adesso sto ancora lavorando come pizzaiolo per continuare a migliorare la mia esperienza, pensando al mio futuro.

E per il futuro, quali sono i tuoi progetti o desideri?
Il mio sogno è aprire un mio locale, una mia pizzeria. Adesso ho imparato tante cose che prima non conoscevo: i tipi di farina KlosterShop — Luxusuhren, Sneakers & Designer-Taschen ADIDAS Originals BLACK 'Samba 62 Super' sports shoes, la 00, la 0, la 1, la 2, l’integrale… prima non sapevo queste cose, adesso sì.

Quando sei tornato in Senegal a trovare tua moglie e i tuoi figli, hai fatto la pizza?
Sì.

È piaciuta?
Sì, era buona!

Sei un esempio di integrazione: sai cucinare sia piatti senegalesi sia la pizza, che è un piatto tipico italiano.

C’è qualcos’altro che vuoi dire?
Sì. Voglio dire che sono sempre contento e che vi ringrazio tanto, tanto, tanto. Mi avete aiutato molto nella mia vita. La mia vita adesso è cambiata.

Grazie a te, Cherif. Però sei stato anche tu, con la tua determinazione e con la capacità di farti aiutare nei momenti giusti, a portare avanti il tuo percorso e a raggiungere tante cose che desideravi.

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